La resistenza delle donne afghane


Sul fondo del mare di fronte alla Sicilia giacciono migliaia di corpi.Sono più di 30mila i morti negli ultimi 15 anni. 13 solo ieri...Ma non è solo una questione di numeri...Ieri sera, durante l'incontro "Ricorrenze di Umanità", tutto questo inferno lo abbiamo sentito raccontare dalla voce diretta di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa.Questo uomo, forte e gentile, per 29 anni ha accolto i superstiti del mare e ispezionato i cadaveri resi dalle onde.Non sappiamo dire se siano state più dolorose le descrizioni dei corpi senza vita (di bimbi, di donne gravide, di giovani) o i racconti dei traumi patiti da chi è sbarcato: la ragazza che non sa come toccare il suo unico figlio sopravvissuto, la bambina stuprata che non accetta un giocattolo, il padre che ha visto annegare il figlio di tre anni...Bartolo, così come tutti coloro che offrono soccorso in mare, accoglie il dolore nella sua forma più cruda.È difficile anche solo ascoltare.Bartolo ci testimonia però anche che esiste una umanità che tende una mano, ascolta, prova a lenire.Si fa voce di storie inascoltate, sepolte nel mare o ridotte a numeri nella retorica sull'immigrazione.Ieri è venuto a parlare con noi, che talvolta ascoltiamo quelle stesse persone quando sono arrivate nei centri di accoglienza. Ci ha restituito la testimonianza di un momento terribile della loro vita, frammenti di cui spesso non riescono a parlare ma che è importante che qualcuno sappia pensare e dire.Là dove si rinuncia alla pensabilità, il trauma trionfa due volte.Bartolo racconta, si fa testimone ma non chiede attenzione su di sé, non accetta l'etichetta di eroe: ci chiede, invece, di avere in mente la realtà.Sapere, saper fare, fare...Bortolo pone a sé e a noi un problema enorme: dopo le testimonianze, i film, i libri, i dibattiti, tutto questo orrore può cambiare?È una domanda che fa con lo sguardo di chi sembra aver percorso già molte strade, utili ma non a sufficienza.Anche noi, col gruppo PER (psicoanalisti europei per i rifugiati), ci poniamo la stessa domanda. È necessario sapere cosa accade a queste persone, è necessario parlarne e condividere informazioni. È necessario chiederci se sappiamo come aiutarli, se possiamo fare di più o diversamente il nostro lavoro. Ci confrontiamo soprattutto con il fatto che affrontiamo queste crisi umanitarie avendo in mano strumenti per aiutare solo piccoli numeri. Ma, come si diceva, non è solo questione di numeri... Con "Ricorrenze di Umanità" ci reincontreremo lunedì 4 ottobre per tornare in quel mare e confrontarci sulla testimonianza di ieri.Grazie dr. Bartolo Grazie... ... Leggi per interoRiduci testo

4 settimane fa  ·  

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Alcuni anni fa abbiamo chiesto allo psicoanalista Adamo Vergine di spiegare ai giovani che cos’è la psicoanalisi. Oggi per ricordarlo nel giorno della sua morte, riportiamo la sua testimonianza e a nome del Centro Psicoanalitico dello Stretto e del Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala di Messina esprimiamo la nostra commossa partecipazione per la sua perdita.

 

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Avviso ai naviganti! (4/1/2021) A causa di un problema tecnico, momentaneamente il Laboratorio psicoanalitico Vicolo Cicala è raggiungibile solo al numero 090343155. Potete lasciare un messaggio in segreteria e sarete prontamente richiamati. In alternativa, è possibile inviare una mail all’indirizzo vicolo.cicala@libero.it specificando nome e numero di telefono per essere ricontattati. Scusateci per il disagio e a presto!

Per essere richiamati qualora si contatti il numero fisso (090 343155), è necessario lasciare nome e numero di telefono alla segreteria telefonica; qualora si contatti invece il cellulare (393.1096199) si può anche scrivere un messaggio tramite sms o tramite Whatsapp

Avviso agli studenti che svolgono il tirocinio presso il Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala di Messina ...altro