Incontro di musicoterapia

REPORT - INCONTRO DI MUSICOTERAPIA

Realizzato da Giorgio Gandolfi (543007)

In data 25/10/2025 ho avuto modo di partecipare, insieme ai miei colleghi e alla dott.ssa Vezzosi, all’incontro offerto dal Centro Diurno Camelot sulla musicoterapia, organizzato e diretto dal dott. Naccari. Il nome del centro rimanda ai cavalieri della tavola rotonda, che riflette perfettamente il setting dell’incontro: sedie posizionate a cerchio, che promuovono uguaglianza, partecipazione attiva e condivisione tra tutti i partecipanti.

Prima dell’inizio dell’attività, ci è stata fornita un’essenziale introduzione teorica su quello che è l’approccio della musicoterapia, evidenziandone i vantaggi specifici per i pazienti coinvolti, specialmente con disturbi neurodegenerativi. Dal primo momento in cui veniamo al mondo, la prima cosa che sentiamo è il battito cardiaco, un ritmo, quindi questo mostra come la musica è qualcosa che è in noi da sempre. La memoria musicale si distingue dalla memoria episodica, o “normale”, per la sua resistenza al deterioramento. Il suono e il ritmo sono in grado di riattivare ricordi o periodi di vita. Questa memoria è strettamente legata a quella muscolare, in quanto il semplice atto di cantare, battere un ritmo, o suonare uno strumento, può facilitare la riattivazione motoria, anche quando le funzioni linguistiche o cognitive sono compromesse.

L’incontro si è aperto con una fase di rilassamento. Ad ognuno di noi è stato assegnato uno strumento a percussione, tra cui tamburelli, mezze lune, batterie, tamburi, djembe ecc.. scelti proprio per la loro facilità d’uso, e per la capacità di stimolare nei pazienti una risposta motoria. Il dott. Naccari ci ha presentato ciò che viene chiamato “ocean drum” (tamburo oceanico), ossia un tamburo a forma circolare, che al suo interno contiene tante sfere metalliche o pallini, che rotolano in base a come il tamburo viene inclinato o agitato, creando un suono molto simile a quello delle onde del mare. Questo ha suscitato nei pazienti un senso di calma e rilassamento.

Successivamente, ognuno di noi si è presentato a voce, seguendo un ritmo con gli strumenti, e variando da una tonalità di voce normale, urlata o sussurrata. Questo esercizio si è rivelato utile, sia per il dottore che per i pazienti, per tenere a mente i vari nomi e iniziare a conoscerci meglio, sia per cercare di coinvolgere e dare un momento di partecipazione ad ognuno di loro, in particolare a quelli che magari si espongono di meno, o tendono a non parlare. Un altro esercizio fondamentale è stato un esercizio di dinamica, che ha mostrato come nella musica si alternano momenti movimentati, momenti attivi, a momenti di pausa e silenzio. Sono state riprodotte varie canzoni, tra cui “44 gatti” dello Zecchino d’Oro, e i vari pazienti hanno cercato di andare a tempo con la musica, fermandosi quando si fermava, e continuando quando riprendeva. Ho notato come all’inizio vi era un po’ di confusione, ma dopo un po’, abituandosi al ritmo e alla canzone, hanno saputo riconoscere in modo quasi perfetto i momenti di pausa.

Il fulcro dell’incontro è stato quando hanno cominciato ad alzarsi, ballando e cantando, rendendo l’esercizio dinamico, ma soprattutto espressivo. Il dott. Naccari ha accompagnato questi momenti con la chitarra, tra momenti di puro divertimento e momenti di calma (e attesa), riportando al presente canzoni di grandi artisti come Gianni Morandi, e rendendo partecipi molti pazienti, i cui ricordi della loro vita hanno iniziato a riaffiorare. Durante l’incontro, sono giunti sul posto altri di loro, uno in particolare che ha suonato la batteria, noto come un paziente che solitamente tende a non parlare, a causa del suo disturbo. Ma questo incontro l’ha stimolato parecchio, in quanto gli piace suonare la batteria, e ricordandosi i nomi delle varie componenti di essa. Infine hanno cantato, insieme al dottore, varie canzoni siciliane come “ciuri ciuri”, o canzoni, seppur infantili, conosciute da tutti come “per fare un albero”.

Tutto questo (la musicoterapia) ha stimolato e suscitato in loro emozioni, ricordi ed espressività, abbattendo le barriere imposte dai loro disturbi, e creando un legame, una connessione tra tutti i presenti. Ho notato anche come tutto questo porta loro ad effettuare richieste, a cercare attenzioni e soddisfare dei loro desideri. La parte più difficile forse risulta essere quella di dover gestire tutte le loro esigenze, le richieste e i vari modi di comunicare, e il dott. Naccari è stato eccellente, riuscendo a gestire l’incontro e i pazienti in modo impeccabile.

Non avevo mai assistito ad un’esperienza del genere, e mi ha fatto tornare in mente quando a scuola ci riunivamo per provare le recite, suonando e cantando tutti insieme con i tamburelli. Spesso la musica viene sottovalutata, messa da parte, criticata, ma personalmente non riuscirei mai ad immaginare un modo senza di essa: è qualcosa di radicato in ognuno di noi, ed è un elemento delle mie giornate, della mia quotidianità, che ritengo assolutamente necessario e immancabile.


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Per informazioni e link di partecipazione rivolgersi a:
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Lun - Mer (9:00 – 13:00) / Ven (15:30- 19:30)
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